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Alla scoperta delle spiagge meno affollate del sud Sardegna: quando e come raggiungerle senza stress

📅 11 Agosto 2026✍️ di Luisa Canepa⏱️ 5 min di lettura

Mi ricordo ancora il volto di una ospite che, diversi anni fa, mi confessò la sua frustrazione all’aeroporto di Cagliari: era venuta in Sardegna sognando spiagge tranquille e cristalline, ma si trovava intrappolata nel traffico della strada statale insieme a migliaia di altre persone dirette verso le destinazioni più note. Quella conversazione mi ha insegnato che la vera bellezza del Sud Sardegna non risiede nelle location Instagram più famose, bensì negli angoli dimenticati dove il mare mantiene ancora la sua magia incontaminata. Negli ultimi anni, il turismo di massa ha trasformato molte coste sarde in affollate metropoli estive, ma per chi sa dove guardare, le alternative esistono e sono straordinariamente belle.

Quando la Sardegna del sud respira ancora

La stagione estiva classica, quella che va da giugno a settembre, rappresenta il picco della pressione turistica. Eppure il Sud Sardegna ha un segreto ben custodito: le spalle della stagione sono il momento migliore per scoprire spiagge rimaste praticamente deserte. Maggio e settembre offrono condizioni meteo ancora eccellenti, con temperature dell’acqua superiori ai 20 gradi e un sole generoso, ma con presenze umane ridotte di almeno il 70 per cento rispetto ai mesi centrali dell’estate.

Ho passato anni a consigliare ai clienti degli hotel costieri di provare la “rinascita di aprile” o l'”autunno dorato di ottobre”, periodi in cui la Sardegna si mostra nella sua forma più autentica. Le spiagge non sono solo meno affollate: cambiano letteralmente carattere. Diventano spazi per riflettere, per nuotare senza ansia, per ascoltare veramente i rumori del mare.

Anche all’interno della stagione estiva, esistono finestre temporali preziose. Il mercoledì e il giovedì sono giorni privilegiati rispetto ai weekend, quando le code nei parcheggi si moltiplicano. Allo stesso modo, le ore del primo mattino, prima delle dieci, e il tardo pomeriggio dopo le 17, regalano un’atmosfera completamente diversa alle stesse spiagge che al mezzogiorno brulicano di bagnanti.

Le spiagge segrete che vale la pena raggiungere

Nel mio decennio di lavoro nella ristorazione alberghiera costiera, ho imparato i nomi di decine di cale e calette che i veri intenditori conoscono. Purtroppo molte rimangono ancora ignorate dai grandi flussi turistici, semplicemente perché mancano di strutture commerciali o presentano accessi non immediati.

Sulla costa sud-occidentale, la spiaggia di Portixeddu rappresenta una scoperta affascinante per chi è disposto a percorrere una piccola strada non asfaltata. Le rocce rossastre si tuffano in un mare di un azzurro quasi surreale, e la frequentazione è talmente bassa che spesso è possibile trovare angoli completamente solitari. La Spiaggia dei Ginepri, poco distante, mantiene un fascino selvaggio con i caratteristici alberi che scendono fino alla riva del mare.

Più a est, verso la costa di Teulada, esiste una serie di piccole insenature accessibili da sentieri non segnalati ufficialmente. Cala Sottile è una di queste: una mezzaluna di sabbia fine, protetta da pareti rocciose che la rendono quasi invisibile dalla strada principale. Ho scoperto questo luogo per caso durante una gita privata con alcuni ospiti, e da allora rimane uno dei miei segreti più gelosamente custoditi.

La spiaggia di Chia, sebbene più conosciuta, mantiene comunque settori poco affollati se ci si spinge oltre i centri principali, verso i promontori laterali dove le famiglie numerose difficilmente si avventurano. In queste zone periferiche della spiaggia principale, il panorama sulla Punta di Su Portu rimane spettacolare e lo spazio abbonda.

Come raggiungerle senza diventare pazzi

La pianificazione è la chiave per vivere una giornata senza stress in queste location appartate. Consiglio sempre di partire da uno dei centri principali della zona, come Chia o Teulada, intorno alle sette del mattino. A quell’ora, le strade costiere sono ancora tranquille, e avrete accesso privilegiato ai migliori parcheggi. Se preferite il pomeriggio, partite non prima delle 16, quando la maggior parte dei turisti inizia a ritirarsi.

Per le spiagge che richiedono percorsi a piedi, indossate scarpe comode e portate con voi acqua a sufficienza. La Macchia mediterranea che caratterizza il paesaggio sardo può essere spigolosa e ingannevole se non siete preparati. Un buon paio di scarpe da trekking leggero vi consente di esplorare sentieri che altrimenti risulterebbero sgradevoli.

Investite in una mappa offline scaricata sul vostro telefono prima di partire. La ricezione nelle zone costiere meno sviluppate può essere saltuaria, e affidarsi al GPS online potrebbe lasciarvi bloccati. Personalmente, consiglio l’applicazione Maps.me, che funziona perfettamente senza connessione e include già molte piccole spiagge nel database.

Ricordate che la mancanza di strutture commerciali è esattamente ciò che mantiene questi luoghi incontaminati. Portatevi il pranzo da casa, bevande fredde, tutto ciò di cui potrete avere bisogno. Questa auto-organizzazione non è una seccatura, bensì parte dell’autenticità dell’esperienza.

Vivere la Sardegna autentica, non l’immagine patinata

In tutti questi anni, ho visto il turismo in Sardegna trasformarsi da fenomeno di nicchia a industria massiccia. Non condanno questa evoluzione, ma preferisco accompagnare chi mi ascolta verso una versione più consapevole e meno affrettata del nostro territorio. La vera Sardegna non è quella dei resort all-inclusive o delle spiagge prese d’assalto al primo caldo stagionale. È quella che respira nei momenti in cui i turisti non sono ancora arrivati, o se ne sono già andati.

Staccatevi dal circuito principale, almeno per una giornata. Scoprirete che il Sud Sardegna ha ancora spazi dove il mare ha la priorità assoluta sulla pratica fotografica, dove il silenzio è benedetto piuttosto che noioso, dove potete finalmente ricordare perché avete deciso di partire verso un’isola nel Mediterraneo.

Questa è la Sardegna che conosco e che amo condividere con chi è davvero interessato a viverla, piuttosto che a consumarla di fretta.

Luisa Canepa

Nata a Sassari, Luisa ha lavorato per oltre dieci anni come responsabile accoglienza in diversi boutique hotel della Costa Smeralda. Appassionata divulgatrice delle tradizioni sarde, ama raccontare angoli nascosti dell’isola e consigliare itinerari autentici per vivere la Sardegna come un locale.